I sentieri che scappavano sotto le ruote
L’idea nacque in modo semplice.
«E se seguissimo il Drago?»
Non era una battuta.
O forse sì.
Ma nel Cremasco le battute a volte diventano itinerari.

C’erano delle biciclette.
Non tutte uguali.
Nessuna davvero nuova.
Ma tutte pronte.
Nonna Angela disse solo:
«State attenti all’acqua.»
E Nonno Pietro, che non parlava più ma che in qualche modo c’era ancora, sembrò approvare dal silenzio.
Partirono che il sole non aveva ancora deciso bene da che parte stare.
Le strade erano vuote.
L’aria sapeva di campo e di fiume.
E dopo pochi chilometri, la città era già un ricordo.

🌊 Seguire il Serio
All’inizio fu il fiume a scegliere per loro.
«Seguiamo l’acqua,» disse qualcuno.
E fu la cosa più sensata che dissero tutto il giorno.
Il Serio correva piano, ma sapeva dove andare.
Le ruote facevano rumore sulla ghiaia.
Gli alberi passavano come quinte di teatro.
E ogni tanto qualcuno aveva la sensazione che la strada stesse leggermente cambiando posto.

🌾 Quando la pianura accelera
La pianura non sembra fatta per l’avventura.
Poi ti accorgi che non ha ostacoli.
E quando non hai ostacoli, puoi andare lontano.
Strade bianche.
Argini.
Ponticelli.
Campi aperti come mari.
Il vento cominciò a spingere.
E fu allora che qualcuno disse:
«Sta correndo con noi.»
🐉 Le tracce del Drago
Non lo vedevano.
Ma lo sentivano.
In certe curve troppo perfette.
In certi rettilinei che sembravano lanciati con una fionda.
Era come se qualcosa di enorme avesse già percorso quei sentieri e loro stessero solo ripassando sopra.

🎬 Le strade del film
A un certo punto passarono in luoghi che qualcuno riconobbe.
«Qui hanno girato quel film…»
Non serviva dire il titolo.
C’erano strade che sembravano sempre estate, anche quando non lo erano.
E per un momento ebbero l’impressione di essere dentro una storia già raccontata da altri.

🌧️ L’imprevisto
Poi arrivò il temporale.
Improvviso.
Violento.
Giusto per ricordare che la pianura decide quando basta.
Trovarono riparo sotto un filare.
Ridevano.
Bagnati.
Stanchi.
Felici.
🐉 Il segnale
Quando ripartirono, l’aria era diversa.
Più pulita.
Più leggera.
E qualcuno giurò di aver visto, per un attimo, la nebbia muoversi controvento.
Come se qualcosa di grande stesse passando.
Tornarono a casa tardi.
Con le gambe che protestavano.
E la testa piena di strade.
E capirono una cosa:
Non avevano fatto un giro.
Avevano aperto una mappa.
E il Drago, sotto la pianura, non dormiva più così profondamente.