I luoghi che non stavano fermi sulle mappe

Il giorno dopo l’incontro con Gino dei gelati, qualcuno disse che era tempo di mettersi in cammino.

Non perché ci fosse una fretta vera.
Ma perché certe terre, a un certo punto, chiedono di essere percorse.

Le mappe aiutano.
Ma nel Cremasco non bastano.

Perché i luoghi non stanno mai esattamente dove li disegni.
Si spostano un po’ ogni volta che li guardi con occhi diversi.

🏛️ Crema

Crema appare senza fare rumore.

Non è una città che ti viene incontro.
È una città che ti lascia entrare.

La piazza sembra un salotto lasciato fuori.
Il Duomo guarda dall’alto come uno che ha visto passare parecchie stagioni.
E le vie laterali… quelle sono storie che non hanno insegna.

C’è gente che ci vive da sempre e ancora non le ha finite.

Nonna Angela diceva:

“Crema non si visita. Si frequenta.”

🏰 Soncino

La Rocca di Soncino, invece, non fa finta di niente.

La vedi da lontano.
E lei vede te.

È una di quelle presenze che ti fanno camminare un po’ più piano,
come se il terreno sotto i piedi avesse più memoria del solito.

Qualcuno giura che il Drago una volta ci si sia appoggiato contro, per riposare.

E forse è per questo che le mura sembrano così… sicure.

🏯 Pandino

Il Castello Visconteo sta in mezzo alla pianura come una frase messa al posto giusto.

Non dovrebbe essere lì.
E invece è perfetto.

Intorno, campi.
Strade dritte.
Cieli larghi.

E poi, all’improvviso, un castello.

Come se qualcuno avesse deciso che anche la pianura aveva diritto a una fiaba.

🌾 I paesi piccoli

I paesi piccoli non hanno cartelli grandi.

Hanno:

  • una chiesa

  • un bar

  • una piazza

  • e qualcuno seduto che sa tutto

In certi cortili il tempo si è fermato a metà di una frase.

E nessuno ha fretta di finirla.


🌿 La campagna

La campagna, qui, non è “intorno”.

È tutto.

Tiene insieme le città come una stoffa.

Cambia colore, odore, suono.
Ma resta sempre la stessa.

Se cammini abbastanza a lungo, cominci a sentire una specie di ritmo.

Come un cuore molto grande.

🐉 Il Drago e le strade

Non lo vedi.

Ma certe curve dei canali,
certe strade bianche,
certi filari che sembrano seguire una linea che nessuno ha disegnato…

…quelli sono i suoi vecchi percorsi.


Chi viaggia qui senza fretta, a un certo punto se ne accorge:

Non sta solo andando da un posto all’altro.

Sta attraversando una storia.


E quando, la sera, si torna a casa o in una stanza che per una notte lo diventa, succede una cosa strana:

I luoghi non restano fuori.

Ti seguono dentro.


E il Drago, da qualche parte sotto la pianura, sorride nel sonno.

Perché la gente ha ricominciato a camminare sopra le sue antiche tracce.